Pubblicato in: Artisti Emergenti, L'Arte parla di sè

Nick Gentry – Ologrammi in cerca di identità

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Life on Earth – 2015 – Pittura ad olio e computer disks su legno – 75cm x 72cm

Quando pensiamo che in arte ormai non ci sia più spazio a nuove sperimentazioni, a nuove idee ecco che inaspettatamente  veniamo subito smentiti. Questo il primo pensiero avuto vedendo le opere del giovane artista londinese Nick Gentry.

Nick si avvale di materiali obsoleti come vecchi floppy disk, negativi  fotografici per realizzare ritratti. Unendo questi elementi e dipingendo su di essi con colori ad olio, l’artista crea volti dotati di una identità quasi impalpabile. Ologrammi in cerca di identità. Espressioni spente che racchiudono sguardi persi in un oblio indefinito. Personaggi dell’etere o dell’eterno.. che si rivolgono al fruitore con aria quasi smarrita, con un interrogativo stampato negli occhi, come se volessero chiedere a noi che li stiamo osservando: Chi siete! Da dove venite? (tanto per citare una battuta tratta dal film “Non ci resta che piangere” con Troisi). Alcuni sembrano quasi degli spettri, altri, volti del passato che rivivono nelle vecchie pellicole che li hanno immortalati.

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Digital Montage Number 3 -2013 – Pittura ad olio e floppy disk su legno -300 cm x 200 cm

Nelle opere di Nick Gentry avviene una fusione tra la tecnologia e l’uomo che la utilizza.  Il tempo che scandisce l’evoluzione tecnologica è lo stesso che imprigiona l’uomo nella sua caducità; alcune delle creature di Nick Gentry sembrano implorare una via di fuga da questa loro prigionia.

Mask.jpgMask – 2015 – Negativi fotografici e acrilico su lightbox LED – 42cm x 29cm

 

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Gil Bruvel – Il vento che non c’è

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Dichotomy– Acciaio inossidabile

Considero gli scultori una categoria di artisti da elogiare. Molto più che i pittori. (Non me ne vogliate, amici e colleghi..) Gli scultori hanno la capacità di utilizzare le mani come strumenti per creare qualcosa che non esiste… una magia!

Sono sempre stata affascinata dal mondo della scultura. Ammaliata dalla materia e dalle sue molteplici nature.  Si può realizzare una scultura praticamente con qualsiasi cosa! Assemblare oggetti, forme, modellare terre, lavorare leghe di metallo. Il mondo della scultura è infinito. Un universo creativo senza tempo e senza confine. Ultimamente mi ritrovo rapita dalle opere di alcuni artisti contemporanei che realizzano sculture davvero singolari. Opere che ti colpiscono, come un colpo di fulmine. Scatta quella scintilla che non ti sai spiegare, ma c’è. La senti, la vedi e ti seduce.

Questo è quello che ho provato quando ho visto (purtroppo non ancora dal vivo..) le opere di Gil Bruvel, artista australiano di origini francesi che vive e lavora in Texas.

Gil realizza sculture con nastri d’acciaio che si sovrappongono e si uniscono formando busti e volti in balia di un vento immaginario. La serie in questione di chiama Flow e prevede una serie di opere in cui la forma sembra essere scolpita dal vento. Le creature di Gil sembrano proiezioni surreali di uomini e donne in balia del proprio inconscio. Cullati dalle proprie emozioni o inquietudini, sono avvolti in una sorta di catalessi. Volti senza identità, sguardi persi in una fluida atmosfera di pensieri, rapiti da una realtà parallela.

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The Wind – Acciaio inossidabile

www.bruvel.com

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Paolo Schmidlin – Fame I wanna live forever

L’artista che mi ha dato l’idea di creare Il Salotto di TraMe si chiama Paolo Schmidlin. E’ di Milano e fa lo scultore.

Paolo Schmidlin crea sculture in cera, terracotta o bronzo che rappresentano personaggi del mondo contemporaneo enfatizzando la caducità del loro corpo alterato dalla chirurgia estetica, dalla malattia, o semplicemente dalla vecchiaia. La fama e la bellezza non sono più la ricchezza che rende uniche queste icone, ma divengono la loro decadenza. Questa l’interpretazione critica che si legge nelle interviste all’artista o negli articoli a lui dedicati (che invito a leggere perché molto interessanti).

Ma non è tutto.

1234958_456845021101701_1064474028_nPaolo con la sua arte infrange quell’aura che tali icone acquisiscono di diritto (o  anche solo per dovere). Le ridicolizza, sfiora il blasfemo, lo centra in pieno… ci mostra queste donne e questi uomini  in movenze e situazioni che superano la sfera del privato, passando oltre l’assurdo o mostrano una normalità che a questi individui non è consentita.. Ed ecco la regina Elisabetta che si fa palpeggiare il seno (chissà da chi…spazio all’immaginazione..) o il caro Ratzy in lingerie e sguardo ammiccante…

Non mi dilungo sulla perfezione nella tecnica che Paolo ha raggiunto con il suo lavoro. Questo lo rende di base un artista degno di nota. Lascio a voi la curiosità di conoscere le sue opere d’arte. Mi congedo con un umile consiglio. L’arte di Paolo Schmidlin e 1236870_456846001101603_1606154025_ndi tanti altri, non è mera provocazione. L’arte contemporanea non è soltanto questo. Dietro il lavoro certosino di artisti come Schmidlin ci sta una formazione ed un lavoro attento, preciso e costante, per le tecniche e le tematiche che l’attualità ci regala. L’arte contemporanea è un invito a riflettere, su ciò che ci circonda e soprattutto sul mestiere dell’artista/artigiano che con le proprie mani riesce a creare dal nulla opere che fanno parlare di sé. Nel bene o nel male.

Gli artisti hanno la capacità di vedere oltre. L’immaginazione e la creatività sono come l’aria ed il pane.